Clementine BIO
Nome botanico: Citrus × clementina
Pianta perenne
Raccolta: da ottobre a marzo
Ciclo colturale: un raccolto annuo
La clementina è un ibrido naturale tra il mandarino e l’arancio.
Rispetto al mandarino, l’albero di clementina cambia solo per le foglie leggermente più larghe.
Il frutto ha forma sferoidale, leggermente schiacciato ai poli. La buccia appare leggermente rugosa.
La polpa del frutto ha un colore arancione più intenso rispetto al mandarino, e anche la buccia ha questa caratteristica. A volte si presenta un leggero viraggio di colore sul verde.
Il sapore, invece è più simile all’arancia che al mandarino, con un giusto equilibrio tra dolcezza e la tipica acidità degli agrumi.
La clementina è quasi priva di semi, e quando presenti sono molto piccoli e morbidi.
Coltiviamo le clementine bio nei nostri terreni condotti col metodo biologico e biodinamico, che insieme alle caratteristiche pedoclimatiche del nostro territorio, conferiscono al prodotto un sapore eccellente, e la massima salubrità.
La coltivazione degli aranci Navel bio non richiede accorgimenti importanti, purché si abbia seguito bene le buone pratiche dettate dall’agricoltura biologica e biodinamica.
Un buon inerbimento controllato ci aiuterà a mantenere il terreno fresco, umido e drenante. L’arancio, infatti, sebbene non abbia bisogno di molta acqua, ha bisogno di terreni freschi e senza ristagni d’acqua.
L’arancio vegeta bene quando ben esposto all’irraggiamento solare.
Risponde bene ai sovesci e alla letamazione.
Ha bisogno di una buona esposizione solare.
La buccia dell’arancia è mediamente spessa. Il frutto ha pochi semi. La polpa si presenta di color arancione chiaro ed è molto succosa.
Avversità & Patogeni
L’arancio può essere attaccato da un fungo Phoma tracheiphyla, meglio noto come “mal secco”. Si manifesta dapprima con l’ingiallimento e caduta delle foglie, e poi con il disseccamento dei rami.
Un’altra comune avversità è quella della cosiddetta fumaggine, ovvero un’infestazione fungina che si presenta quando sull’albero e soprattutto sotto le foglie si accumulano insetti come gli afidi, la cocciniglia e la metcalfa, che si cibano della linfa, trattenendo la parte proteica, e rilasciando sulla pianta invece la parte zuccherina, ovvero la melata. I funghi proliferano nutrendosi della melata. La patina spessa e scura che rilasciano sulle foglie riduce o impedisce del tutto la fotosintesi clorofilliana, portando nel peggiore dei casi alla morte della pianta.
Ci sono diversi accorgimenti per ridurre questo problema. Innanzitutto si può sfoltire la chioma, per favorire l’arieggiamento, ed evitare ristagni di umidità. Inoltre si può mettere in campo la lotta biologica, favorendo ad esempio la proliferazione di coccinelle attraverso angoli fioriti. Le coccinelle si cibano sia della cocciniglia, che degli afidi, i quali producono la melata utile ai funghi.
Acidità terreno ideale: pH 5,5-7,5
Sesto d’impianto: 5x3m
Dell’arancia non si butta via quasi niente!
Sia la buccia che la polpa sono completamente commestibili in diverse preparazioni sia dolci, che salate. Dalla buccia e dai noccioli si estrae anche l’olio essenziale. La parte bianca della buccia risulta un po’ amara, e per questa viene quasi sempre scartata dalle preparazioni culinarie.
La miglior maniera per conservare l’arancia è la marmellata, buona per la colazione, tanto quanto per accompagnare dei formaggi stagionati per smorzare il loro sapore forte.
100 g di arance contengono 34 kcal / 142 kj.
Per ogni 100 g di arancia Navel bio, abbiamo:
- Acqua 87,2 g
- Carboidrati 7,8 g
- Zuccheri 7,8 g
- Proteine 0,7 g
- Grassi 0,2 g
- Colesterolo 0 g
- Fibra totale 1,6 g
- Sodio 3 mg
- Potassio 200 mg
- Ferro 0,2 mg
- Calcio 49 mg
- Fosforo 22 mg
- Vitamina B1 0,06 mg
- Vitamina B2 0,05 mg
- Vitamina B3 0,2 mg
- Vitamina A 71 µg
- Vitamina C 50 mg
Le nostre arance Navel bio crescono in terreni incontaminati, circondati da ampie gravine, all’interno del Parco Naturale Regionale Terra delle Gravine. All’interno di esse troviamo un ampiezza di biodiversità notevole, grazie alla presenza di vegetazione spontanea autoctona, animali da sottobosco ed insetti impollinatori.
Ospitiamo volentieri apicoltori che vogliono produrre miele di agrumi. Da noi le api sono le benvenute e non corrono rischi, visto che non utilizziamo insetticidi, e favoriamo la crescita spontanea di bordure aromatiche e floreali, oltre che a macchia mediterranea.





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